Nuovo look, nuovo stile, nuova vita?

A quanto pare, ultimamente, l’ispirazione bussa alla mia anima solo quando porto a termine la mia ennesima avventura nel mondo. Il mio ultimo post risale più o meno a 9 mesi fa,  l’ho riletto con immenso piacere, sorridendo della mia solita fragilità poco prima di intraprendere un nuovo percorso.  9 mesi! C’è chi da alla luce una nuova vita in tutto questo tempo, io ho dato vita, forse, solamente ad una nuova me stessa. Probabilmente non è altrettanto importante come una gravidanza, ma sicuramente molto più difficile.

Il mio lavoro, questa volta, mi ha portato in Egitto. 7 lunghi mesi, impegnativi, con i soliti alti e bassi, che mi hanno senza dubbio esaurito più di quanto già ero e che hanno aggiunto, almeno, altri 4/5 anni sul mio groppone di ventiduenne/quarantenne. Ma che, nello stesso tempo, hanno contribuito alla mia trasformazione che sta lentamente avvenendo dentro (e fuori) di me da circa due anni. Passando di fronte allo specchio, questa mattina, mi sono fermata ad osservarmi più attentamente del solito. Un paio di occhi arrossati ed assonati mi guardavano, erano così pieni e traboccanti di vita che in un primo momento ho stentato a riconoscerli come miei. Sono rimasta li davanti, mentre l’acqua dal rubinetto sgorgava velocemente. Di fronte a me c’era lo stesso, confortante viso che conosco da ventidue anni, ma nello stesso tempo mi sembrava un volto nuovo ma non totalmente sconosciuto; uno di quei volti che incroci nei centri commerciali, che guardi velocemente e senza particolare attenzione ma che, subito dopo un paio di secondi, ti volti a cercare nuovamente, nella convinzione di conoscerlo. Non mi ero mai resa conto, in questi mesi, indaffarata come ero nel lavoro, di quanto i miei occhi, i miei zigomi, il mio naso, la mia bocca, tutto il mio volto avesse subito una trasformazione metaforica.

Ho sorriso, dopo un paio di minuti ferma li davanti come un robot, ricordandomi dove avessi già visto quel volto. L’avevo immaginato tante volte leggendo l’aggettivo sereno.  Sono serena. L’ho capito questa mattina, poco prima di vestirmi per iniziare una nuova giornata.

E’ così. Le ferie mi fanno sempre questo effetto, sarà tutto questo tempo libero a disposizione a cui non sono più abituata, sarà l’aria di festa che c’è nell’aria, sarà il mio nuovo stato di serenità. Ma ho deciso di riprendere la penna in mano, o meglio la tastiera! Sono tornata.

Kay.

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