Storie di ordinaria noia

Finalmente sono riuscita a trovare il coraggio di scrivere un nuovo post. D’altronde c’è sempre un pizzico di paura per i vari motti di questo periodo, qualcosa come: “foglio bianco a Capodanno, foglio bianco tutto l’anno”, ebbene dopo 9 giorni sono riuscita a sconfiggere la mia paura, ad inforcare i miei occhialetti nuovi di zecca e a buttar giù qualcosa. Grazie anche alla nuova iniziativa diwww.grazia.it  che ricerca delle IT- blogger che mi ha fatto letteralmente drizzare a sedere sul mio letto già troppo disfatto. Questa nuova iniziativa mi ha permesso di rimettermi in gioco dopo tanto tempo passato lontana dalla scrittura e ho pensato “perchè no? Non ho nulla da perdere, tanto più annoiata di così…”

Non scriverò nulla di poetico nè sul mio Capodanno, nè sui miei buoni propositi (che vanno per conto loro dopo 5 ore dallo scoccare del nuovo anno), tanto meno su come ho accolto questo nuovo anno. Tanto, di novità non ce ne sono state, se non la mia perenne noia che mi accompagna in quest’ultimo tempo. Troppo tempo ferma al pit stop del mio paesino, aspettando di ripartire a mille per una nuova avventura. Ma, come sempre, c’è qualcosa che mi spinge a scrivere, una forza quasi mostruosa che mi prende per i capelli e mi costringe ad aprire questa pagina bianca, per riempirla di emozioni e cazzate.

La storia è, quasi, sempre la stessa:

“C’era una volta una assai strana ragazza. Una piccola fotografa turistica senza arte nè parte e, probabilmente, senza una fissa dimora. Quasi due mesi a casa, una nuova storia sentimentale che sembra stia andando alla grande, amici di vecchia data sempre disponibili ad ascoltarla e a passare tempo insieme come ai vecchi tempi e con una famiglia invidiabile. Ma la strana ragazza riusciva comunque a sentire un indefinibile sentimento: la noia. Non faceva altro che passare il suo tempo vedendo vecchi film, aggiornando le sue capacità autodidatte con nuovi corsi online di photoshop e di fotografia e passando il resto del tempo a bere vino e spritz in compagnia degli amici di sempre.

Ma un terribile giorno, subito dopo il Natale, si ritrovò a digitare su google: corso online di yoga; e fu la fine.

La povera ragazza, assalita da dolori muscolari lancinanti, reduce da colazioni/pranzi/merende/cene/dolci delle festività, vittima del pessimo umore tipico di quei giorni del mese e scampata ad una visita oculista (che le aveva impedito di poter vedere decentemente per svariate ore) scoppiò.

E scoppiò per bene, contro il suo perfetto ragazzo che, poverino, per una volta non aveva detto neanche una parola. Scoppiò per i due mesi di noia, scoppiò per tutte le abbuffate fatte,  scoppiò per essere rimasta a lungo senza poter vedere bene e scoppiò anche per gli esercizi di joga che l’avevano distrutta. Iniziò a parlare o meglio scrivere come un fiume in piena, contro quel povero ragazzo. E scrisse tutto ciò che pensava da mesi ma che un po’ aveva represso da sola e un po’ aveva deciso di affidare in mano di qualche divinità durante le sue sedute solitarie di joga. Urlò il suo dolore, la sua paura di poter rimanere ferita ancora, il terrore di questa vita che ti permette di avere una persona solo nel cuore e nella mente e, spesso, non nella vita di tutti i giorni, non con l’intensità che si potrebbe avere nella “vita normale”.

D’altronde non poteva prendersi in giro, questa che stava vivendo era solo una piccola parentesi, delle piccole ferie non preventivate. Questa non era la vita normale che tutti le andavano predicando, per lei tutta questa normalità era la finzione e non il mondo e la vita che aveva deciso di vivere lei. E anche la parola vita non esisteva nel suo mondo, lei viveva di attimi, minuti, ore, giorni al massimo mesi. 

La giovane strana fotografa si calmò poche ore dopo pensando proprio a questo, si era lasciata prendere dalla rabbia, dalla tristezza e dal terrore del futuro, questa stessa parola che saltava fuori solo nei suoi piccoli momenti a casa, nella sua realtà fittizia. Capì, allora, che il problema che aveva a casa era la gioia di quando viveva in stagione: L’assenza di progetti futuri a lungo termine. E dormì felice.”

 

E così la mia noia è stata in qualche modo “attutita” questa notte, sopratutto grazie a questa nuova iniziativa di Grazia.it che mi ha permesso di scrivere nuovamente, sempre e solo di questa mia vita folle, emozionante ma a tratti anche terribilmente noiosa.  http://www.grazia.it/Stile-di-vita/ è questa la mia pagina, tanti modi di vivere racchiusi in un’unica pagina, tante novità, tanti punti di vista. Un po’ come la mia, di vita.

ndr: lo yoga aiuta veramente, è una grande fonte di rilassamento e di conoscenza interiore. La strana ragazza fotografa arrivò a scoppiare solo e solamente a causa, probabilmente, della troppa positività iniettatasi. 

Kay R.

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Sara Salerno ha detto:

    Mi riconosco parecchio in questa strana ragazza! Bel post! 😉

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  2. kayrouge ha detto:

    Grazie mille e benvenuta!

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  3. Anonimo ha detto:

    Deasole…

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