Ritorno a casa…

Vorrei incontrare per strada la me stessa di qualche anno fa, prenderla per mano, tumblr_mqi2lt93jE1rx0cfuo1_500abbracciarla e mostrarle le mie cicatrici, quelle sulle braccia e i lividi sul cuore, tornare indietro e raccontarle ciò che so adesso.

Ogni volta che ritorno a casa mi sembra di vederla quella Jessica. In qualche modo è come se lei non fosse mai andata via da qui. Come in una realtà parallela degna dei migliori film di fantascienza. C’è la me stessa che in realtà non si è mai mossa da qui e quando ritorno sembra che le due parti coincidano tra di loro scatenando dentro di me un delirio. Una lotta continua. E’ stressante, quanto interessante, analizzare questo “strano” fenomeno.

Mi sembra di tornare indietro nel tempo e rivivere alcune cose come la Jessica 17enne ma con la testa della quasi 25enne. Trauma e confusione. Non tornerei più se non fosse per la mia famiglia e per gli amici di sempre, sono gli unici motivi per cui ogni 5-6 mesi torno qui per una settimana. Altrimenti eviterei molto volentieri, non mi piace questo posto, non mi piace come mi sento quando ritorno. Non mi piace rivedermi e risentirmi come quando avevo diciassette anni. Mi rendo conto che l’unico modo per andare avanti è partire, allontanarmi il più possibile. E’ sempre stata l’unica soluzione, la mia parte “17enne” rimane qui, è come se fosse troppo pesante, troppo “tormentata” per riuscire a volare tranquilla, senza paure, senza paranoie. E’ bloccata qui non perché non vuole andarsene ma perché non può.

E quando qualcuno non può fare ciò che vorrebbe se la prende con chi ce l’ha fatta. E’ così che funziona anche dentro di me, quando ritorno quella parte ferita ed insoddisfatta cerca di buttare pensieri negativi nella parte di me che ce l’ha fatta, che è andata senza mai voltarsi.

Ho sempre pensato che il mondo vada vissuto in avanti, mai in pausa e soprattutto mai indietro. Non siamo delle videocassette, non possiamo utilizzare il rewind in eterno. Non sarebbe giusto per noi stessi. Per amarci bisogna imparare a non fare marcia indietro solamente per una presunta malinconia o per mancanza. Sono più forte della malinconia,delle mancanze, lo sono sempre stata. E’ questo che alla mia parte rimasta qui non va bene, non riesce a tollerarlo. Lei che è rimasta bloccata a chiedersi perché le cose cambiano così velocemente, a torturarsi per il passato.

Ora lo so, ora so che tutta questa dolceamara malinconia non potrà essere la mia vita per sempre. Ho bisogno di vivere non di ricordare. I ricordi non mi rendono migliore, i ricordi mi fanno affogare e non nuotare verso l’altra parte della riva. Io non voglio affogare in cose che non ci sono più e che forse era giusto che finissero, che andassero via dalla mia vita.

Ogni volta che torno qui mi verrebbe voglia di abbracciare quella me stessa torturata dai rimpianti e sussurrarle “non si vive di ricordi, anche se belli ed indimenticabili. Non devi tornare indietro, al primo angolo, rischieresti di rimanerci delusa nello scoprire che era meglio non tuffarsi di nuovo nel passato. Il passato non cambia mai, è sempre la stessa storia. E’ ciò che era finito male in passato, finirà uguale anche adesso.”

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