Una valigia per due e le mie paure diventano le tue…

valigia-vacanzeE così sono rientrata a Londra, dopo una settimana di ferie in Italia, con la mia famiglia. Non vi nego che è stato molto strano, come vi avevo scritto nel mio post precedente per me non è mai facile tornare a casa, crea ogni volta in me una forte confusione.

Ma, a differenza di tutte le altre volte in cui partivo, stavolta sono rientrata con un piccolo magone. Forse perchè sto “invecchiando” e i miei sentimenti verso la famiglia stanno aumentando o, forse, perchè tutte le altre volte sapevo sempre quando sarei rientrata, questa volta non è così. Mi fa’ ancora strano pensare che, finalmente dopo tanti anni a fare la nomade, sono riuscita a fermarmi in un posto, senza nessun biglietto di ritorno, senza nessun contratto che indica il giorno preciso in cui riprenderò l’aereo. E forse è stato anche questo a mettermi un po’ di malinconia addosso.

Non neghiamolo, per chi è abituato a stare lontano casa, ogni volta che rientra trova innegabilmente qualcosa cambiato, è la natura. Le persone vanno avanti, crescono, cambiano, succedono cose. E per noi che siamo stati lontani per tanti mesi riesce difficile accettarlo. Non è facile rendersi conto che così si perdono tanti momenti, tante novità (che al nostro ritorno non sono più “novità” da essere raccontante con gli occhi lucidi come nel momento in cui accadono, sono soltanto fatti da essere elencati: “allora cosa mi racconti di bello?” – “mah, niente. Qui la stessa storia, Tizio si è sposato con quella che odiava, Caio ha avuto un bambino con tre teste e Sempronio ha vinto alla lotteria e ha donato a tutti 25.000€, ma a parte questo niente di nuovo”) Quando si è lontani non ci si pensa più di tanto, d’altronde abbiamo anche noi la nostra vita da portare avanti, ma quando si rientra è diverso. Ad ogni rientro si ha la consapevolezza che, ogni volta, siamo degli “ospiti” che devono essere aggiornati su tutto ciò che è successo alle persone che amiamo.

Faccio fatica ad abituarmi a questo, al fatto che le persone che amo debbano raccontare a me, a distanza di mesi, cosa hanno vissuto ed affrontato. Quando in realtà dovrei viverle insieme a loro queste cose, non sentirle raccontate come una storia accaduta a qualcun altro. Non riesco neanche a capire perchè ho ancora così tante persone che mi vogliono bene e che, non appena sanno del mio arrivo, si precipitano per stare con me durante tutti quei giorni. A volte mi chiedo se lo merito davvero, non sarebbe più facile per loro dimenticarmi e vivere la loro vita? Senza dover aspettare un mio presunto rientro ogni 6-8 mesi e vivermi per una settimana e il resto dei mesi accontentarsi di messaggi su Whatsapp o su Facebook.

Durante questa settimana c’è stata una serata che è rimasta nel mio cuore, una delle classiche serate con gli amici di una vita, niente di impegnativo, nessuna discoteca, nessuna cena in nessun ristorante, solamente chiusi in casa. 7 amici, una canzone nello stereo e le risate per uno stupido video. In quel momento, mentre riprendevo loro che ballavano, mentre ridevo fino alle lacrime mi sono accorta di quant’è bello ritornare a casa e trovare loro che nonostante tutto, nonostante la distanza, nonostante io non sia quasi mai presente quando loro ne hanno bisogno, sono sempre lì con me non appena metto piede in Italia. Mi sono sentita fortunata, non per i miei viaggi, per i miei lavori, per le mie esperienze, ma perchè sono riuscita a non perdere le persone che amavo e che amo nonostante i tanti anni lontano da loro.

E’ questo ciò che amo e odio dei miei infiniti ritorni. Questa volta sono rientrata con un po’ di malinconia, non per il desiderio di rimanere in Italia (non mi è balenato in testa neanche per un secondo), ma per loro. Per la famiglia, per i miei genitori, per i miei amici di sempre. La paura di rientrare e trovarli cambiati, vedere i miei invecchiati ed accorgermi che il tempo perso non tornerà mai indietro. Ma mentre stavo per prendere l’aereo da Ciampino ho stretto forte il braccio del mio ragazzo. Mi sono sentita protetta e ho pensato “è bello partire con qualcuno. Una valigia per tue, le mie paure diventano le sue e ci sosteniamo a vicenda. Non devo più farmi forza da sola” è stato un bel pensiero e ho capito di aver fatto la scelta giusta in quel Giugno del 2014, qualunque cosa accada, qualsiasi mai paura non sono più sola ad affrontarle.

Tu sei la mia casa, ovunque. 

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