Le donne 2.0

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Non potevo non fare i miei auguri, ovviamente, a tutte le donne ma concentrarmi in particolare sulle donne 2.0, quelle che hanno deciso di “fare comunicazione”, quelle che hanno scelto di utilizzare la loro creatività e professionalità  che, ogni giorno, “lottano” contro aggeggi elettronici passando ore davanti al computer pensando a tecniche di vendita, scrivendo articoli mirati e, anche, facendo le “ghost writer” per agenzie importanti che, alla fine di tutto, non segnalano neanche il nome di chi li ha aiutati ad incrementare le vendite/interazioni.

Non potevo non parlarne, io che lavoro su internet, io che collaboro con aziende che non hanno mai neanche visto il mio volto, io che compro quasi esclusivamente da e-shop (e addirittura faccio la spesa tramite internet), io che ho trovato il mio amore attraverso un social network, io che ho forgiato il mio fisico senza uscire di casa, solamente utilizzando video-tutorial su Youtube o guide/ebook rigorosamente online, io che seguo un’università telematica (ovviamente studiando comunicazione e media), io che aggiorno e miglioro il mio profilo professionale seguendo corsi online.

Io che sono una sorta di “inetta” della vita “vera”.

Io, come milioni di donne 2.0, ossia le Donne “nerd”, piene di impegni, di progetti, di idee che non si riconoscono nella figura della donna con un lavoro sicuro, sempre uguale. Ma che, anzi, ogni mattina si svegliano tentando di apportare novità nei loro progetti lavorativi, perchè è questo che viene chiesto loro. Sono pagate per generare idee.

Sono quelle donne che hanno capito l’importanza di internet, che per loro il web non è soltanto “postare link idioti su Facebook” ma che studiano giorno dopo giorno l’orario migliore per inserire un determinato articolo/post, che studiano le statistiche per generare più traffico, che creano campagne pubblicitarie impiegando giorni, settimane e anche mesi per un’idea innovativa (e delle volte non viene neanche pagata come merita) o che attendono mesi per ricevere un pagamento da parte di un cliente (o peggio ancora si sentono dire “mi fai questo lavoro gratis? Io ti garantisco visibilità”). Perchè, purtroppo, per moltissime persone queste donne non hanno un “vero” lavoro solamente perchè non viene svolto in un ufficio, ma magari dal proprio domicilio, o perchè non si lavora in un’attività. Ma sono le stesse persone che cercate con tanta insistenza per farvi aiutare nella gestione dei social network, del vostro sito web e della vostra pubblicità.

Ecco, io a loro vorrei fare i miei auguri. Donne che hanno intrapreso un’attività professionale fuori dal comune, che ogni giorno lottano per dimostrare a tutti che il loro lavoro è serio quanto quello di una commessa o di una segretaria e che vorrebbero, quindi, un trattamento adeguato e soprattuto rispetto.

Una volta girava sul web la campagna “freelance si, coglione no” e io spero fermamente che nel giro di pochi anni la situazione possa cambiare e che tutte le donne creative (ma anche gli uomini), i freelance e in generale chi lavora nel settore della comunicazione possa ricevere ciò che gli spetta, in tutti gli ambiti. Rispetto, denaro, considerazione.

Auguri Donne 2.0, siamo noi il futuro.

 

 

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